IL BURKINA FASO
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GENERALITÁ
Il Burkina Faso, ex Alto Volta, è situato nel cuore dell'Africa dell'Ovest. Senza accesso al mare, è circondato da Mali, Niger, Benin, Togo, Ghana, e Costa d'avorio.
La sua superficie è di 274.000 kmq (un po meno dell'Italia). La popolazione supera i 18 milioni di persone con una densità di 44 abitanti al kmq.
La capitale, Ouagadougou, al centro del Paese, conta circa 824000 abitanti. La seconda città più popolata è Bobo Dioulasso con circa 250000 abitanti. La popolazione è più concentrata nella parte centrale e meridionale del paese. A causa del forte tasso di disoccupazione, milioni di Burkinabé vivono o migrano stagionalmente nei paesi confinanti ( 3 milioni in Costa d'Avorio).
Il territorio è spartito in 13 regioni, divise in 45 province.
La moneta è il Franco CFA.
La fecondità è di 5,8 nel 2011. Quasi la metà della popolazione ha meno di 15 anni. L'aspettativa di vita (più ottimista) è di circa 51 anni per gli uomini e 55 anni per le donne. Il tasso di alfabetizzazione rimane basso, in particolare fra le donne.
La popolazione raggruppa più di 60 etnie, con rispettive lingue, benché quella ufficiale sia il francese. Le più diffuse sono il moré e il dioula.
Diventato Burkina Faso, letteralmente "paese degli uomini integri" nel 1984 sotto il governo di Thomas Sankara, il Burkina vi sorprende per l'ospitalità e la gentilezza dei suoi abitanti.

STORIA
Prima della colonizzazione francese che ha marcato tutta l'Africa dell'Ovest, la regione voltaica contava solo alcuni territori indipendenti, radunati nel 1894 dalle forze francesi. L'Alto Volta fu allegato alla colonia dell'alto Senegal-Niger nel 1904, poi costituita in territorio nel 1919.
E' l'epoca dei lavori forzati nelle piantagioni della costa o per la costruzione della ferrovia. Nel 1932 i francesi sopprimono il paese delle mappe, spartendolo fra Sudan, Niger, e Costa d'Avorio.

Il paese è ricostituito nel 1947 nelle sue frontiere attuali.
L'Alto Volta accede all'indipendenza il 5 agosto 1960, è diventa uno dei paesi Africani più stabile politicamente, a parte alcuni colpi di stato militari seguiti generalmente da un'apertura democratica. Nel 1983 il capitano Thomas Sankara fa un colpo di stato, lottando con forza contro la corruzione, a favore dell'emancipazione delle donne, per la scolarizzazione e per lo sviluppo economico del paese. Personaggio sincero e onesto, Thomas Sankara, nonostante alcuni errori, ha fatto molto per liberare il Burkina Faso dal sottosviluppo.
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Nel1984 l'Alto Volta prende il nome di Burkina Faso, che significa "terra degli uomini integri". Il 15 ottobre 1987, Blaise Compaoré, ex braccio destro di Sankara, prende il potere. Nella circostanza, Thomas Sankara viene ucciso. Nel dicembre1991 Blaise Compaoré viene eletto con l'86% dei voti, rimane presidente fino a febbraio 2015. Il suo progetto di cambiare la costituzione per potere prolungare il suo mandato provoca una rivolta popolare. Li opponente si radunano nel movimento popolare del “balai citoyen”. Blaise Compaorè lascia il paese. Un governo di transizione è messo in piedi col compito di preparare le elezioni previste a ottobre 2015.

Alcune settimane prima delle elezioni, il Generale Diembélé, capo della guardia presidenziale dell'ex presidente Compaoré organizza un colpo di stato militare che destabilizza il paese, ma la popolazione affiancata dall'esercito Burkinabé e dalla comunità internazionale Africana, si oppongono con forza e riprende il controllo del paese in pochi giorni. Le elezioni presidenziale si svolgono regolarmente il 29 novembre 2015. Roch Marc Christian Kaboré è il nuovo presidente del Burkina Faso.

CULTURA
Il Burkina Faso, a lungo presentato come un'isola di pace, è ben noto per la sua cultura tradizionale, per la sua musica e i suoi film, ma anche per la gentilezza dei suoi abitanti. Nonostante delle condizioni di vita spesso difficili, il popolo Burkinabé est molto ottimista e dinamico, si impegna e si organizza per lo sviluppo del paese e per raggiungere migliori condizioni di vita.

Il Burkina Faso dispone di un patrimonio culturale ricco e variegato. In ogni regione usi e costumi, attività, artigianato, feste presentano particolarità, ma la musica e la danza occupano sempre un posto preponderante. I burkinabé sono ammirevoli artigiani, lavorano il bronzo, l'intreccio, l'argilla, il cuoio, la scultura su legno, la costruzione di strumenti musicali, etc.

I burkinabé sono molto legati alla loro etnia e soprattutto al loro villaggio. Tutte le grandi decisioni sono prese dal capo villaggio o dal consiglio degli anziani di cui si rispettano le conoscenze e la saggezza legati all'età. Ogni individuo è un anello della catena che compone il villaggio. La comunità è organizzata per evitare la solitudine del' individuo.
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Ben al di sopra delle leggi, la società è retta da una serie di principi che obbligano ciascuno a tenere il ruolo che è suo nell'universo e a comportarsi di conseguenza. Tutto si svolge secondo una stretta gerarchia. La "grande famiglia" è l'unità di base: i suoi componenti vivono in casette raggruppate attorno ad un grande cortile; Il capo famiglia è il capo assoluto. La cooperazione è essenziale alla stessa coesione e sopravvivenza del gruppo, ciascuno ha un senso acuto dei suoi doveri e responsabilità, che compie con fierezza.

Nella tradizione, la proprietà privata non esiste, la terra è collettiva, si attribuisce a ciascuno una parte di essa necessaria alla sussistenza della famiglia. Ben diverso nelle città, dove il prezzo della terra cresce in modo esponenziale, obbligando buona parte della popolazione a pagare un affitto molto caro, a vivere in modo promiscuo o nei quartieri periferici insalubri.
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Il Burkina Faso ha una lunga tradizione di tolleranza religiosa. Gli abitanti si ripartiscono fra 3 religioni), l'animismo, l'islam ( dai 50 % ai 65%) e il cristianesimo ( dai 10% ai 25%) (le varie fonti statistiche divergono), ma la maggioranza degli abitanti, anche convertiti ad altre religioni, continuano nonostante tutto ad essere animisti. L'animismo, che ricopre l'insieme delle religioni tradizionali praticate dai contadini, riconosce l'esistenza di forze vitali presenti in ciascun essere umano: esiste un dio onnipotente all'origine di tutto, che si occupa però poco delle faccende umane. Gli animisti preferiscono le divinità secondarie, generalmente forze della natura personificate e spiriti fra i quali quelli degli antenati. L'attaccamento alle credenze tradizionali è ancora molto forte fra la popolazione.

CLIMA
Il Paese appartiene alla zona cosiddetta sudanese di tipo tropicale, a parte Il Nord che è una zona saheliana desertica, il resto del paese è semi desertico, ricoperte di savana. Le foreste sono situate principalmente nei due parchi nazionali, al sud al confine con Benin e Togo. Esistono 2 stagioni distinte: una secca che dura circa 8 mesi e la stagione delle piogge, da metà giugno a metà ottobre. Le precipitazioni non superano i 700 mm annui... I mesi più caldi sono aprile e maggio dove si possono superare i 40 gradi. Da novembre a febbraio soffia un gradevole vento da est , "l'harmattan" che può diventare molto violento e trasportare la sabbia del deserto fino a nascondere il sole per giorni.
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CUCINA
Il piatto nazionale è il “to”, una polenta di miglio (o mais o sorgo) accompagnato da un sugo. Il riso è un altro cereale utilizzato nella cucina burkinabé, spesso servito con una salsa di arachidi. Le carni (montone, capra, pollo, tacchino, maiale) sono cucinate nei sughi o alla brace. Si consuma anche il pesce, spesso essiccato.
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Visto che il Burkina non ha sbocchi sul mare e ha pochi fiumi e che il clima non favorisce l'allevamento, le porzioni di carne e pesce, cosi come il latte, sono comunque sempre minime. Il Burkina Faso produce invece manghi, papaie, arachidi, anacardi, etc. che vanno ad integrare l'alimentazione tradizionale a seconda delle stagioni. Le verdure (pomodoro, cipolla, cavolo, zucca, melanzane, spinaci, peperoni, etc. ) vengono usate per arricchire i sughi. I tuberi come l'igname e le patate dolci vengono preparati in umido o fritti. Come grassi vegetali, si usa principalmente l'olio di palma e il burro di karité. Le bevande nazionali sono il tamarindo (ottimo per la digestione), il bissab (ibisco, karkadé), una bevanda a base di zenzero. Non dimentichiamo la birra di miglio (dolo) e il vino di palma (bangi) che sanno, nei giorni di festa rinforzare la naturale allegria dei Burkinabé...

ECONOMIA
Il PIL pro capite è $613,00.

Il 44,5% della popolazione vive con meno di 1,25$ al giorno, quindi sotto la soglia di povertà. Il Burkina Faso è il 183esimo paese su 187 nell'indice di sviluppo umano dell'ONU.

Più del'85% della popolazione è rurale e vive grazie all'agricoltura di sostentamento. Gli agricoltori, che lavorano una terra ingrata in condizioni climatiche difficili, non riescono ad assicurare l'auto sussistenza del paese. Gli strumenti agrari sono arcaici (daba); l'introduzione del carro si effettua con prudenza, perché implica il dover nutrire gli animali da traino.

Le principali colture alimentari sono quelle del miglio e del sorgo cui è destinato la maggiore parte dell'arativo, coltivate nella stagione delle piogge, i rendimenti dei raccolti sono molto aleatori. Nelle zone più piovose, si coltiva anche il mais, la manioca e la batata. I contadini riescono a produrre per l'esportazione essenzialmente cotone, zucchero, karité, arachidi, anacardi. Assicurano la produzione di prodotti derivati come il sapone, l'olio, etc.
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Il Burkina è poco industrializzato. L'industria, globalmente molto modesta, si basa sulla trasformazione delle matterie prime locali e lavora in pratica, esclusivamente per il mercato interno. Le principali industrie sono: quella tessile, gli zuccherifici, i birrifici e qualche industria chimica.

Il paese dispone di una rete ferroviaria di soli 600km. Sono presenti circa 12000km di strada di cui solo una piccola parte (circa 16%) è asfaltata. L'unico aeroporto internazionale si trova nella capitale.

Le Burkina Faso, rispetto agli stati con cui confina, è svantaggiato dal fatto che possiede risorse minerarie di minore rilievo (rame, ferro, manganese, oro, etc.). Inoltre, l'insufficienza di vie di comunicazione ne scoraggia un adeguato sfruttamento. Il maggiore interesse è attualmente puntato sui giacimenti di manganese di Tombao. L'estrazione dell'oro nelle miniere abusive rappresenta un fenomeno preoccupante. Esistono circa 1000 siti minerali illegali nel paese, dove decine di migliaia di persone spesso disperate tentano la fortuna e rischiano la vita.

Il settore dell'artigianato è relativamente attivo. A Ouagadougou si tiene ogni 2 anni una delle più importanti fiere di prodotti artigianali dell'intera Africa, il SIAO (Salon International de l'Artisanat de Ouagadougou).

Il turismo sta conoscendo uno sviluppo importante. Oggi si contano circa 2 milioni di visitatori all'anno.

Le infrastrutture, in particolare quella che gestisce l'acqua potabile, sono pericolosamente sottosviluppate. Cosi, nella stagione secca, da ottobre a maggio, le persone patiscono la sete o bevono acque non sane.
Il disboscamento é un altro problema cruciale per il Burkina Faso, ma la legna rimane la prima risorsa energetica del Paese.
Nonostante tutto, si nota in Burkina Faso, un dinamismo reale. Sankara é morto ma l'impulso che ha dato all'economia si sente ancora. Ha inculcato un sentimento di fierezza nazionale che si esprime tuttora. I valori di integrità, solidarietà e rispetto sono importanti per la gente di questo Paese, permettono loro di sopportare delle condizioni di vità spesso molto difficili. Nonostante tutto, il popolo burkinabé é molto ottimista, si impegna e si organizza per lo sviluppo, per migliorare le condizioni di vità.